Archivi e biblioteche digitali della modernità letteraria italiana

Fondi archivistici

Fondo Tommaso Fiore, Archivio Lacaita, Fondo Temistocle Scalinci (Premio Taranto), Fondo Bontempelli

L’unità di ricerca si propone di lavorare, di concerto con gli altri enti coinvolti, per il censimento, la digitalizzazione, la diffusione e la conseguente indagine critica dei seguenti fondi archivistici:
- Fondo Tommaso Fiore: il fondo, che raccoglie carte tra il 1943 e il 1965, sembra nato dal consapevole disegno di conservare una documentazione, il più possibile completa, del proprio lavoro intellettuale e politico dopo il luglio del ’43, quando Fiore iniziò a rappresentare un punto di riferimento per la ripresa della vita democratica nella Puglia e nel Mezzogiorno. Il fondo conserva, inoltre, la corrispondenza con esponenti locali e nazionali della cultura liberal-democratica e antifascista.
- Archivio Lacaita: consta di circa trecento lettere scritte a e ricevute dall'editore Piero Lacaita, con interlocutori di rilievo dell'orizzonte culturale italiano del secondo Novecento quali: Gaetano Arfè, Lelio Basso, Norberto Bobbio, Aldo Capitini, Raffaele Colapietra, Antonio Corsano, Alda Croce, Beniamino Finocchiaro, Tommaso Fiore, Gabriele Pepe, Giovanni Pioli, Gaetano Salvemini, Giuseppe Semerari, Giovanni Spadolini, Giuseppe Tamburrano, nonché fondazioni come l'Associazione culturale Italia-Albania, la Fondazione Filippo Turati;
- Fondo Temistocle Scalinci relativo al Premio Taranto, tenuto nella città ionica sotto la presidenza di Giuseppe Ungaretti negli anni 1948-1950, esistente nel locale Archivio di Stato;
- Fondo Bontempelli: un’ampia parte delle carte dell'autore sono confluite in due casse di documenti di proprietà della biblioteca comunale di Como, donate dalla moglie, Amelia (Meletta) Dalla Pergola, dello scrittore comasco (non accessibili fino a dopo il 2000 per disposizione del lascito) ancora in massima parte da ordinare, di cui solo scarsi e brevi frammenti sono stati pubblicati, mentre esistono nuclei dispersi in altre biblioteche, tra le quali la “Ruggiero Bonghi” di Lucera.