Archivi e biblioteche digitali della modernità letteraria italiana

I fondi archivistici

Le carte di Umberto Fracchia e Lucia Morpurgo Rodocanachi presso la Biblioteca Universitaria di Genova e il Fondo De Amicis presso la Biblioteca «Leonardo Lagorio» di Imperia

Il Fondo Carte Umberto Fracchia è composto da carteggi e altri materiali documentari estremamente eterogenei appartenuti all'autore toscano (Lucca 1889 - Roma 1930), depositati presso la Biblioteca Universitaria di Genova negli anni 1980-1982.
Nella serie Corrispondenza spicca per interesse il fitto carteggio, ammontante a quasi 1800 pezzi, relativo al primo bienno di vita del settimanale «La Fiera Letteraria» (1925-1927) di cui Fracchia fu direttore: fra i 336 corrispondenti si segnalano Sibilla Aleramo, Corrado Alvaro, Riccardo Bacchelli, Antonio Baldini, Massimo Bontempelli, Emilio Cecchi, Leo Longanesi, Eugenio Montale, Marino Moretti, Ugo Ojetti, Giovanni Papini, Giuseppe Prezzolini, Luigi Pirandello e Umberto Saba.
Alla serie Editoriale è riconducibile un gruppo di circa 270 documenti di prevalente natura amministrativa riguardanti i rapporti con la casa editrice Mondadori, della quale lo scrittore è stato direttore editoriale tra il 1921 e il 1925, e i progetti e contratti relativi alla collana «Vita dei Santi» dell'Agiografica.
All'iniziativa culturale «La festa del libro. Prima vendita di manoscritti italiani sotto gli auspici de “La Fiera Letteraria”», della quale Fracchia fu promotore, fanno capo 64 unità documentarie: lettere, manoscritti e bozze di stampa di articoli e testi, in buona parte usciti sulla «Fiera Letteraria», di autori come Riccardo Bacchelli, Antonio Baldini, Sergio Corazzini, Edmondo De Amicis, Gabriele d'Annunzio, Corrado Govoni, Curzio Malaparte, Alberto Savinio e Giovanni Verga.
La fitta attività letteraria di Fracchia è, infine, documentata dalla serie delle Carte d'autore: materiali preparatori, manoscritti e bozze relativi alla produzione narrativa, poetica, saggistica, teatrale e giornalistica edita e inedita dello scrittore.
Alla fine del 2005 i lavori di sistemazione della casa natale dello scrittore a Bargone hanno portato al ritrovamento di una sezione dispersa di carte dello scrittore e dei collaboratori del periodico da questi diretto. Sono state rinvenute la corrispondenza con Fracchia dei collaboratori della «Fiera Letteraria» successiva al 1927 e, con essa, quella della moglie Bruna Luciani, che mantenne la proprietà del settimanale fino al 1936, e quelle dei direttori che gli succedettero (Giovanni Battista Angioletti e Curzio Malaparte) attraverso il trasferimento a Roma e il cambio di testata in «L’Italia letteraria» avvenuti nel 1929; le testimonianze epistolari dell’attività letteraria di Fracchia, con le attestazioni di stima dei maggiori scrittori e editori del tempo (Mondadori e Le Monnier in testa), e di quella giornalistica, con il ricco carteggio intrattenuto con il «Corriere della Sera» nel periodo della direzione della redazione di Parigi (settembre 1927-luglio 1928); quindi manoscritti e bozze di stampa di romanzi, novelle e articoli che completano la storia editoriale dell’attività creativa e alcune importanti pagine autobiografiche; infine un ricco corredo iconografico di fotografie e cartoline che ricostruiscono i viaggi del corrispondente e l’ambiente umano e naturale dell’entroterra ligure amato e restituito da Fracchia in elzeviri e novelle. Completano il nucleo disperso di carte del fondo documenti amministrativi della famiglia Luciani e una straordinaria raccolta di ritagli da quotidiani e periodici nei quali si ricompone una quasi completa rassegna stampa dell’opera e sull’opera di Fracchia.
Per una descrizione complessiva del fondo si rimanda al catalogo-inventario Umberto Fracchia: i giorni e le opere, a cura di Andrea Aveto e Federica Merlanti, Firenze, Società Editrice Fiorentina, 2006.

Il Fondo Lucia Morpurgo Rodocanachi appartiene dal 2001 alla Biblioteca Universitaria di Genova, che lo ha acquisito a poco più di vent'anni dalla morte dell'intellettuale e traduttrice triestina vissuta per lungo tempo ad Arenzano. Si tratta di un archivio letterario di straordinario rilievo che comprende nella serie Corrispondenza oltre 2700 lettere di scrittori e artisti italiani e stranieri, legati da rapporti di amicizia e di lavoro con Lucia Morpurgo (Trieste 1901 - Arenzano 1978), moglie del pittore Paolo S. Rodocanachi (Genova 1891-1958) e animatrice, nella località della Riviera ligure dove prese dimora nel 1930, di un vero salotto letterario.
Tra i corrispondenti più importanti gli scrittori Eugenio Montale, Carlo Emilio Gadda, Camillo Sbarbaro, Elio Vittorini, Roberto Bazlen, Gianna Manzini, Sebastiano Timpanaro, Elena De Bosis Vivante, Angelo Barile, Guglielmo Bianchi, Carlo Bo, Santino Caramella, Sergio Fadin, Irene Brin, Luciano Foà, Adriano Grande, Henry Furst e gli artisti Mario Mafai, Francesco Menzio, Francesco Messina, Emilio Scanavino, Lucio Fontana, Orfeo Tamburi, Oscar Saccorotti, Agenore Fabbri, Emanuele Rambaldi e Giovanni Solari.
Alle carte del fondo sono dedicati i saggi raccolti nel volume Lucia Morpurgo Rodocanachi: le carte, la vita, a cura di Franco Contorbia, Firenze, Società Editrice Fiorentina, 2006.

Le carte e i libri conservati nel Fondo Edmondo De Amicis sono state conferite nel 1970 all’Amministrazione Comunale di Imperia da Vittoria Bonifetti, la vedova del figlio di Edmondo De Amicis, Ugo.
L'eredità consta di una imponente serie di materiali bibliografici, archivistici e fotografici che esigono una indifferibile, ragionata sistemazione. A non tener conto della biblioteca di Edmondo De Amicis (una delle più importanti biblioteche d'autore dell'Ottocento, composta da oltre 3.000 volumi italiani e stranieri), si segnalano per il loro straordinario rilievo i seguenti materiali autografi:
1) 36 faldoni comprendenti materiali preparatori, minute, abbozzi e belle copie di opere, articoli, saggi e scritti vari di Edmondo De Amicis;
2) carteggi: a. 50 lettere autografe di Edmondo De Amicis all'editore Emilio Treves, restituite dal destinatario agli eredi dello scrittore e da questi rilegate; b. 180 documenti epistolari indirizzati a De Amicis dai maggiori rappresentanti della contemporanea cultura italiana ed europea; c. 30 lettere diverse di De Amicis a vari corrispondenti;
3) un archivio fotografico comprendente non meno di 300 foto originali raffiguranti lo scrittore o a lui donate (e spesso dedicate);
4) disegni, bozzetti e vari materiali iconografici riconducibili alla mano di Edmondo De Amicis.
Da una sommaria descrizione dell'archivio emerge un quadro vivissimo delle relazioni istituite da De Amicis con un orizzonte culturale e politico non semplicemente nazionale. La descrizione, la catalogazione e la digitalizzazione di tali materiali appaiono come un decisivo contributo allo studio dell'opera di De Amicis e della letteratura italiana post-unitaria.
Di questa articolata serie di materiali l'unità operativa genovese intende dar conto in sede di descrizione storico-critica senza escludere la realizzazione di una mostra illustrativa accompagnata dal relativo catalogo e dalla raccolta in un volume collettaneo degli esiti più importanti dell'attività di ricerca esperita.