Archivi e biblioteche digitali della modernità letteraria italiana

Fondi archivistici

Fondo Vittorio Bodini, Fondo Girolamo Comi, Fondo
Michele Saponaro e Fondo Paul-Henri Michel

Il Fondo Vittorio Bodini, dopo essere stato ordinato ed inventariato da archivisti dell'Archivio centrale dello Stato, che ne conserva una fotoriproduzione per la consultazione da parte degli studiosi, è stato acquistato nel 1987 dall'Università del Salento. Il Fondo contiene sia i testi poetici e letterari dell'autore, manoscritti e dattiloscritti, sia i numerosi carteggi, relativi alla sua attività di scrittore, poeta, critico letterario e ispanista, e copre un arco di tempo che va dal 1932 al 1970, anno della morte dello scrittore. I carteggi documentano gli scambi dell'autore con i principali esponenti della letteratura del Novecento, non solo italiani: da Ungaretti e Montale a Quasimodo, da Pasolini e Zanzotto e Luciano Erba a Sciascia e Italo Calvino, da Juan Larrea a Rafael Alberti. Su Bodini si registra un crescente interesse da parte del pubblico e della critica, anche in ambito internazionale: dopo i Convegni svoltisi nel lontano 1980 a Roma, Bari e Lecce in occasione dei dieci anni dalla scomparsa, al fine di diffonderne gli scritti editi e inediti, all’autore è stata dedicata una collana intitolata Bodiniana e curata da A.L. Giannone per le Edizioni Besa di Nardò (Le). In questa collana sono apparsi dal 2002 a oggi sei volumi: Barocco del Sud. Racconti e prose, le edizioni commentate da Antonio Mangione di La luna dei Borboni, Dopo la luna e Metamor; i carteggi con Luciano Erba e con Leonardo Sciascia. In occasione del centenario della nascita (2014), si prevede una ricognizione ancora più approfondita del materiale presente nel Fondo, e in particolare dei numerosi carteggi ancora inediti e di opere scarsamente note come un romanzo giovanile e un soggetto cinematografico.

Il Fondo Michele Saponaro, conservato presso l'Università del Salento in seguito a una recente donazione degli eredi, comprende, tra l’altro, un ricco carteggio e le stesure manoscritte e dattiloscritte, con correzioni autografe, di alcuni romanzi come Io e mia moglie, Bionda Maria, e Il cerchio magico. In particolare, il carteggio è composto da circa 1500 unità documentarie (lettere, cartoline e telegrammi) che vanno dal 1906 al 1959, anno della morte dello scrittore.
Tra le diverse centinaia di corrispondenti, spiccano i nomi di alcuni dei maggiori scrittori italiani dell'ultimo Ottocento e del Novecento: dai tre principali veristi, Verga, Capuana e De Roberto, conosciuti da Saponaro a Catania, a Marinetti, Di Giacomo, Pirandello, Tozzi, Papini, Panzini, Borgese, Ada Negri, Cecchi, Baldini, Montale, Piovene. Non mancano gli esponenti più significativi della critica letteraria, come Russo, Momigliano, Flora, Pancrazi, Binni e alcuni protagonisti della vita culturale come Gentile, Pareto, Prezzolini, Croce, Lionello Venturi.
Il Fondo, inoltre, comprende numerosi ritagli di giornali che contengono recensioni a svariate opere di Saponaro oltre a cronache teatrali e vari articoli dello scrittore.
Nel 2010 si è svolto un Convegno Internazionale di studi (S. Cesario di Lecce-Lecce, 25 e 26 marzo) i cui Atti sono stati recentemente pubblicati a cura di A.L. Giannone nella collana delle Pubblicazioni del Dipartimento di Filologia, Linguistica e Letteratura dell'Università del Salento presso l’editore Congedo di Galatina (Le).

Il Fondo Girolamo Comi è conservato presso la Biblioteca del Palazzo Comi a Lucugnano (Le), di proprietà dell'Amministrazione Provinciale di Lecce. Esso è composto da dattiloscritti e manoscritti inediti appartenuti all'autore (in particolare i manoscritti relativi alle prime edizioni delle opere poetiche di Comi fino a Lacrime e preghiere del 1966); documenti personali; atti e corrispondenza varia dalla "Accademia Salentina", centro di aggregazione e d'incontro tra la fine degli anni Quaranta e i primi anni Cinquanta per personalità di spicco della cultura letteraria italiana, come Maria Corti, Luciano Anceschi, Mario Marti, Oreste Macrì e altri; numerosi carteggi con editori, poeti e critici tra i più autorevoli del Novecento come Arnoldo Mondadori, Arnaldo Bocelli, Luciano Anceschi, Enrico Falqui. L'attenzione della critica sull'opera di Comi è testimoniata, oltre che da una serie di studi autorevoli come quelli di Donato Valli e Oreste Macrì, dagli Atti del Convegno Internazionale di Studi (Lecce-Tricase-Lucugnano, 18-20 ottobre 2001), che ha fatto il punto sulle ricerche avviate intorno alla sua opera negli ultimi anni. In particolare si possono citare gli studi di A. L. Giannone sui rapporti e sui carteggi intercorsi tra Comi e figure centrali della poesia e della critica del Novecento come Arturo Onofri e Arnaldo Bocelli, oppure il volume di C. Caporossi, Ascetico Narciso: la figura e l'opera di Girolamo Comi, Olschki, Firenze 2001.

La scoperta solo recente del Fondo Paul-Henri Michel, risalente all'estate del 2011, al numero 33 di Boulevard Murat a Parigi, in quella che è stata l’abitazione del traduttore francese Paul-Henri Michel (1894-1964), rappresenta un importante contributo per gli studi sulla letteratura italiana del Novecento.
Tra i documenti inediti che sono stati custoditi dalla famiglia Michel certo la sezione sveviana appare la più cospicua, grazie alla presenza non solo di manoscritti, dattiloscritti e bozze che documentano tutte le fasi elaborative delle traduzioni di Paul-Henri, ma anche di alcuni dattiloscritti, sicuramente provenienti da Trieste, che rappresentano testimoni finora sconosciuti di altre opere sveviane, dal teatro alle novelle.
Particolarmente interessante il ritrovamento di un raccoglitore contenente sei fascicoli con copie dattiloscritte di commedie sveviane (Un marito, L’avventura di Maria, Inferiorità, Il ladro in casa, Le teorie del conte Alberto, Le ire di Giuliano). Quanto alle novelle, nell’archivio Michel sono conservati un dattiloscritto con annotazioni manoscritte autografe di Svevo di Una burla riuscita e una copia manoscritta (di mano di Livia Veneziani) della novella Una madre. Questi testimoni sono ora stati donati, grazie alla sensibilità culturale e alla generosità dell’erede, Olivier Michel, al Museo Sveviano di Trieste – mentre il resto dell’archivio, comprendente la corrispondenza e dunque gli originali delle lettere di Svevo e le lettere inedite di Livia, è destinato alla Bibliothèque Nationale di Parigi.
All’interno di questa corrispondenza, compaiono molti nomi di spicco del Novecento letterario italiano: le lettere di Papini costituiscono una sezione consistente; meno numerose sono invece le lettere di altri autori tradotti da Paul-Henri Michel, come Alberto Moravia, Guglielmo Ferrero, Mario Puccini e Mario Soldati. Impreziosiscono l’archivio alcune interessanti lettere di Ungaretti il quale, pur non essendo stato tradotto da Michel, si dimostra legato all’italianista francese da vincoli di amicizia e stima, come anche Antonio Aniante e altri corrispondenti presenti nell’archivio: Giovanni Comisso, Giuseppe Antonio Borgese, Sante Bargellini, Lorenzo Montano, Leonida Repaci, Bice Rusconi Besso.