Archivi e biblioteche digitali della modernità letteraria italiana

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Archivio del Novecento - Roma

Le carte di Gherardo Marone, Luciano Folgore, Silvio Micheli, Enrico Falqui, Bogdan Raditsa presso l'università "la Sapienza" di Roma

Il Fondo Gherardo Marone contiene per la maggior parte corrispondenza indirizzata a Gherardo Marone, dal 1915 al 1953, inerente soprattutto alla rivista "La Diana" di cui Marone era il principale animatore. Inoltre vi è un certo numero di lettere indirizzate da Marone ai familiari, concentrate soprattutto nel periodo 1940-1945. Vi è poi un ulteriore gruppo di corrispondenza indirizzata a terzi, e un gruppo di documenti manoscritti, una parte dei quali è allegata alla corrispondenza inviata a G. Marone, mentre l'altra consta di manoscritti dello stesso G. Marone.

La documentazione del Fondo Luciano Folgore, composta quasi esclusivamente da corrispondenza, relativa soprattutto agli anni Venti del Novecento, testimonia il ruolo, nonché l’impatto e l’incidenza, della produzione di Luciano Folgore nell’ambito culturale e letterario italiano (in prevalenza romano, milanese e napoletano) e internazionale (sopratutto francese, spagnolo e tedesco) durante il periodo che vide protagonisti il movimento futurista e le avanguardie; testimonia, altresì, il suo “reticolo” relazionale con personalità della cultura e con gli ambienti delle riviste letterarie e d’arte, italiane e straniere. Consente anche di “catturare”, di riflesso, elementi sui contrasti interni dell’ambiente culturale e letterario italiano e fornisce squarci sulla sfera prettamente personale dei corrispondenti di Folgore, fatta anche di dolori e sconfitte (professionali e private).

L'Archivio di Silvio Micheli è compo­sto principalmente di manoscritti e dattiloscritti delle opere dello scrittore, di epistolari con allegati anche testi creati­vi di altri autori, in massima parte inediti, tra cui particolarmente importanti e numerosi quelli di Italo Calvino, Cesare Pavese, Natalia Gin­zburg, Elio Vittorini, Marcello Venturi, Fidia Gambetti.

Il Fondo Enrico Falqui (1901-1974) conserva - insieme ad un’imponente mole di libri acquisiti negli scorsi anni dalla Biblioteca Nazionale Centrale Vittorio Emanuele II di Roma e attualmente consultabili in una sala a lui dedicata - gli autografi degli autori con i quali il critico è entrato in contatto. Secondo una stima approssimativa, esso consta di più di 45.000 carte per lo più autografe, in larga maggioranza lettere concernenti l’attività redazionale e critica svolta da Falqui presso riviste, quotidiani e case editrici, ma con una significativa presenza di stesure autografe di testi letterari, in taluni casi inedite, dei più importanti autori italiani del Novecento. Sono presenti, ad esempio, scritti e lettere dei maggiori narratori, da Pea a Vittorini, da Comisso a Gadda, da Palazzeschi a Savinio, da Zavattini a Pratolini, da Pavese a Pasolini, Aleramo, Bilenchi, Cicognani, Malaparte, Savarese, Stuparich, Quarantotti Gambini e dell’intero gruppo della rivista «Solaria» (Bonsanti, Carocci, Ferrata e Loria). Imponente, per quantità e qualità, appare inoltre il carteggio con i maggiori poeti del Novecento, a cominciare da Montale e Ungaretti - ai quali Falqui rimase legato fino agli ultimi anni -, Sbarbaro, Cardarelli, Govoni, Saba, Gatto, Sereni, Quasimodo, Sinisgalli, De Libero, Vigolo, Soffici, esponenti del futurismo, sino a Zanzotto e a Sanguineti. Molto più circoscritta la presenza di autografi di scrittori stranieri, tra i quali si possono tuttavia annoverare Pierre Mac Orlan, Valéry Larbaud ed Ezra Pound. Non meno rappresentativo il panorama dei critici letterari: Domenico Petrini, Giacomo Debenedetti, Emilio Cecchi, Pietro Pancrazi, Sergio Solmi, Luigi Russo, Giuseppe De Robertis, Gianfranco Contini, Giuseppe Prezzolini, Lanfranco Caretti per citare solo alcuni fra i maggiori. Sono presenti, inoltre, copie delle lettere responsive di Falqui, non sempre recanti data e destinatario e in numero sicuramente inferiore a quello delle lettere ricevute. L’archivio di Enrico Falqui incorpora anche quello della scrittrice Gianna Manzini (1896-1974).

L'archivio di Bogdan Raditsa è infine composto da epistolari in cui figurano, tra gli altri, im­portanti carteggi di G. Papini, B. Croce, F.T. Marinetti, A. Palazzeschi.